Giacinta


Nacque l'11 marzo 1910 da Manuel Marto e da Olimpia de Jesus. E’ sorella di Francesco e cugina di Lucia. Al tempo delle apparizioni dell' Angelo aveva sei anni. Era la più piccola dei veggenti. Durante le apparizioni vedeva e sentiva tutto, ma non parlò mai ne all' Angelo ne alla Madonna. Intelligente e

 

assai sensibile rimase profondamente impressionata, quando senti dire dalla Vergine che «Gesù era gia troppo offeso» e che per questo si chiedevano «preghiere e sacrifici per la conversione dei peccat9ri». Dopo aver assistito alla visione dell'inferno, decise di offrirsi completamente per la salvezza delle anime.

Quando Lucia, presa di mira da tutti e schernita nel suo stesso villaggio, decise di non recarsi a Cova da Iria per l'appuntamento con la Madonna del 13 luglio, fu Giacinta con il fratello Francesco a essere ferma nel proposito di andarvi: «Io e Francesco ci andiamo; - disse tutta in pianto - alla Madonna parlerò io!». Si abbracciarono poi tutti e tre, quando Lucia si riconfermò nel proposito di non mancare.

La sera della prima apparizione (13 maggio 1917), Giacinta, contro tutte le promesse fatte a Lucia, svelò alla mamma il segreto dell'apparizione: «Mamma, oggi ho visto la Madonna a Cova da Iria. Oh, che bella Signora!». Fu ancora Giacinta ad avere sola il privilegio delle due visioni del Santo Padre. Un Papa sofferente per le persecuzioni fatte alla Chiesa e per le guerre e le distruzioni che sconvolgono il mondo: «Povero Santo Padre, bisogna pregare molto per lui». Da allora il Papa fu sempre presente nelle preghiere e nei sacrifici dei pastorelli, specialmente di Giacinta.

Dopo aver contemplato il Cuore Immacolato di Maria, nella seconda apparizione del 13 giugno 1917, ne rimase presa da intensa devozione. Ripeteva spesso: «Dolce Cuore di Maria, siate la salvezza dell'anima mia... Oh, quanto voglio bene al Cuore Immacolato di Maria. E il cuore della nostra mamma del cielo!... dolce Cuore di Maria converti i peccatori, libera le anime dall'inferno... Oh, se io potessi mettere nel cuore di tutti il fuoco che ho nel mio cuore, che mi fa amare tanto il Cuore di Maria!» Per liberare le anime dal fuoco dell'inferno, non badava a sacrifici: la rinuncia a bere l'acqua durante l'estate; l'offerta della merenda ai bambini più poveri; la tortura di un pezzo di fune legato ai fianchi, con tre nodi sulla nuda carne; gli estenuanti interrogatori e gli insulti di tanta gente. E tutto senza il minimo lamento. «Se io potessi mostrare l'inferno ai peccatori! - diceva - Come sarei contenta se tutti potessero andare in paradiso...». Circa un anno dopo le apparizioni, cominciò per Giacinta il calvario della malattia che l'avrebbe portata alla morte.

Prima una broncopolmonite, poi un ascesso purulento nel pleura, che la faceva soffrire intensamente. Fu ricoverata all'ospedale di Vila Nova do Ourem. Nuova opportunità, diceva, di soffrire per la conversione dei peccatori. Due mesi dopo, ritornava a casa. Nel petto le si era formata una piaga, che rimase aperta. La tubercolosi consumava inesorabilmente il suo corpicino scheletrito.

Soffriva per il Signore. «Sara contento, Gesù, dell'offerta dei miei dolori?», chiedeva a Lucia. Nel febbraio del 1920 fu portata in un altro ospedale, questa volta a Lisbona. Certa ormai di morire senza la presenza dei suoi genitori e di Lucia, si consolò con il pensiero di un'altra buona occasione di soffrire per i peccatori. In quell'ospedale fu visitata tre volte dalla Vergine. Li ancora, la piccola pronunciò parole di saggezza impossibili alla sua età, sia per il modo che per il contenuto, su argomenti più disparati: sacerdoti, governanti, medici, persecutori della chiesa, ubbidienza dei religiosi, matrimonio, ricchezza, povertà... Le sue erano certamente idee venute dall'alto. Finalmente, la notte del 20 febbraio 1920, si compi la promessa della «Signora più splendente del sole»: «Verrò a prenderti con me in paradiso». Fu sepolta nel cimitero di Vila Nova do Ourem e successivamente, nel 1935, in quello di Fatima. Il 10 marzo 1951, la sua salma venne deposta nella cappella laterale, a sinistra dell'altare maggiore, nella Basilica-Santuario di Fatima. La sua causa di beatificazione, assieme a quella di suo fratello Francesco, si sono concluse il 13 maggio 2000 con la proclamazione da parte di Giovanni Paolo II° a Fatima.