..lettera del Rettore di Fatima..

Ultimo aggiornamento ( Martedì 18 Ottobre 2016 11:34 )

 

Giubileo Mariano,8/9 ottobre 2106, Roma

8/9 ottobre 2016, Giubileo Mariano

 

 

«IL ROSARIO CI INSEGNA A INCARNARE IL VANGELO NELLA STORIA, LA PREGHIERA ALLA MADONNA È LA PREGHIERA DEL MIO CUORE»

 

Il Rosario – ha detto il Papa durante il Giubileo Mariano - non ci allontana dalle preoccupazioni della vita. Al contrario ci chiede di incarnarci nella storia di tutti i giorni per saper cogliere i segni della presenza di Cristo tra noi, nel servizio ai fratelli e nell’evangelizzazione.

 

Appuntamento cominciato venerdì 7 ottobre, nella festa della Vergine del Rosario, con la Messa celebrata a Santa Maria Maggiore e proseguito, sabato, con la recita del Rosario nella basilica di San Pietro.

 

 

Gesù «va incontro a tutti nelle varie necessità della vita», ha detto papa Francesco, e Maria «ci accompagna in questo cammino», ha assicurato. «In questa Veglia abbiamo ripercorso i momenti fondamentali della vita di Gesù, in compagnia di Maria», ha proseguito Bergoglio. Intensa e raccolta la preghiera dei misteri gloriosi: Resurrezione, Ascensione, Pentecoste, Assunzione di Maria e la sua incoronazione a Regina del Cielo e della terra. Secondo il Papa, «la preghiera del Rosario è, per molti aspetti, la sintesi della storia della misericordia di Dio che si trasforma in storia di salvezza per quanti si lasciano plasmare dalla grazia».

 

Sul sagrato, le varie statue della Vergine venerate in 94 santuari mariani di diversi paesi del mondo, giunte in processione dal piazzale del Santo Uffizio.

 

Particolare risalto per l'Immagine ufficiale della Madonna Pellegrina di Fatima accompagnata del Rettore del Santuario Portoghese, P. Carlos Cabecinhas, Don Marco Ciappolini, sacerdote del Movimento Mariano Messaggio di Fatima, e dai portatori della Comunità di Collevecchio, che hanno offerto la loro disponibilità per questo prezioso servizio.

 

L'Immagine con questo Giubileo conclude la sua Peregrinatio Mariae, in Italia per il 2016 dopo aver toccato 15 Diocesi e più di 30 parrocchie.

 

Domenica 9 nella Santa messa,Papa Francesco, si è soffermato sul brano del Vangelo, che racconta della guarigione di dieci lebbrosi di cui soltanto uno, un samaritano, torna indietro a ringraziare Gesù, invece, dà al Papa lo spunto per sottolineare l’importanza di «dire grazie», prima attraverso una serie di domande e poi con un’affermazione decisa: «Siamo capaci di dire grazie? Quante volte ci diciamo grazie in famiglia, in comunità, nella Chiesa? Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, a chi ci è vicino, a chi ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. È facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma tornare a ringraziarlo…».

Anche in questo caso la riflessione ruota attorno alla figura di Maria, modello di gratitudine, servizio e umiltà. «Il cuore di Maria, più di ogni altro – ha sottolineato il pontefice – è un cuore umile e capace di accogliere i doni di Dio. Al termine della Messa, celebrata sul sagrato di San Pietro, dove è stata posta per l’occasione l’icona bizantina della Salus Populi Romani, custodita nella basilica di Santa Maria Maggiore, Bergoglio ha ripetuto l’affidamento del mondo a Maria, fatto da Papa Wojtyla l’8 ottobre del 2000.